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Sempre piú spesso i bambini arrivavano con ogni sorta di giocattoli con i quali non era possibile giocare per davvero. [...] Erano cose cosí perfette in ogni particolare che la fantasia non poteva aggiungere altro. E i bambini se ne stavano seduti anche per ore a guardare ipnotizzati, e nello stesso tempo annoiati, una di quelle cose che ronzava, traballava o girava ma non gli suscitava alcuna idea. Perciò finivano per tornare ai loro vecchi giochi per i quali bastavano un paio di scatole, una tovaglia sbrindellata, un monticello di talpa, due penne di tacchino e una manciata di ghiaia. Con questa roba si poteva immaginare di tutto.

Michael Ende, Momo

Dal momento che non volevamo rimanere ancorati ai vecchi modelli, che rifiutavamo l'eroe monumentale che ci impone un certo tipo di tragedia[...], come poteva essere l'eroe del nostro tempo?

Jacques Lecoq, Il corpo poetico

Ercole e le stalle di Augia

dall'omonimo radiodramma di
Friedrich Dürrenmatt

regia
Marco Di Costanzo

con Stefano Parigi
suono Andrea Pistolesi




Un eroe pieno di debiti e in crisi di motivazione per il suo mestiere.

Il suo segretario, maltrattato e mal pagato, costretto a pubblicarne le imprese mitiche su riviste da parrucchiere per sbarcare il lunario.

La sua compagna, tanto leggiadra e raffinata quanto ignara della drammatica situazione finanziaria.

Un paese lontano ricoperto di letame e il suo parlamento, che offre un lauto onorario a chi saprà ripulirlo.


Ercole e le Stalle di Augia pone a confronto gli alti ideali con la quotidianità gretta, la vocazione all'eroismo con i debiti, la poesia con la propaganda, l'anelito a spiccare il volo con la violenza dell'inerzia, rappresentata dall'immenso, pesante, inamovibile strato di letame.


Un gioco teatrale esplosivo e immaginifico, un passaggio fulmineo e ininterrotto tra azione e narrazione, un universo di personaggi e situazioni evocate attraverso l'ingenuità e la ricchezza infinita dell'immaginazione. Nello spazio vuoto prende vita un concerto visivo per attore e velo, panchetto e ombrello.



il testo

"Narra quel bravo vecchio di Gustav Schwab, che la quinta fatica cui Ercole dovette piegarsi sotto il re Euristeo pare fosse quella di spazzar via, in un sol giorno, tutto il letame dalle stalle di Augia...". Comincia cosí Ercole e le stalle di Augia, geniale esempio - mai rappresentato prima in Italia - di una sezione fondamentale ma poco conosciuta della produzione di Dürrenmatt: i radiodrammi. La vicenda, in superficie grottesca e favolosa, adombra in maniera esemplare una disperante riflessione esistenziale. La parodia di Dürrenmatt gioca interamente sulla metafora del letame, che non ha riempito soltanto le stalle di Augia, come nel mito classico, ma copre addirittura l'intero paese dell'Elide: metafora fin troppo chiara ed efficace a piú livelli, tanto piú preziosa in quanto non destinata ad una rappresentazione visiva.



appunti di regia

... Ercole e le stalle di Augia è un testo che ho sempre amato per l'equilibrio splendido tra la comicità del tono e la profondità delle sfumature liriche e tragiche che vi sono contenute. Inoltre il testo, scritto per la radio, non è destinato a una rappresentazione visiva e ciò ci ha stimolato a rappresentarlo sotto forma di una narrazione, sebbene condotta in modo atipico...

... la differenza tra il cinema e il teatro sta nel fatto che al cinema gli ambienti sono ricostruiti nei dettagli e le inquadrature studiate ad arte, con il risultato che lo spettatore viene guidato dal regista; in teatro, al contrario, è possibile chiamare il pubblico a riempire i vuoti creati dall'assenza di scenografia o stimolarlo a costruire un mondo intero a partire da un particolare: la fruizione a teatro è attiva e il miglior regista è il pubblico stesso. In questo senso il nostro Ercole è basato sulla forza allusiva degli oggetti, della geometria dello spazio, del gioco scoperto dell'attore: il pubblico è chiamato a vedere ciò che nel nostro allestimento -e nel testo, scritto per la radio- è assente e proprio per questo portato a emergere con maggior forza, precisione e carica emotiva...

... affrontiamo un testo che prevede la presenza di una decina di personaggi -anzi: di voci- e una miriade di situazioni e ambienti con un solo attore e qualche oggetto: un panchetto, un ombrello, un velo. Ci interessa cogliere l'essenza dei processi di lavoro legati alla relazione narratore-personaggio e attore-oggetto. Non si tratta né di trasformismo, né di illusionismo: il gioco teatrale è smaccatamente scoperto, sia per come l'attore passa da un personaggio all'altro, sia nel modo in cui costruiamo le situazioni con pochi oggetti. In altre parole, vogliamo che il pubblico veda il trucco. L'attore e lo spettatore sono, da questo punto di vista, sullo stesso piano e il loro rapporto reciproco è sincero: entrambi credono alla stessa realtà fantastica...



materiale informativo e scheda tecnica (pdf, 232 KB)
sintesi video (da youtube.com)


Ercole è stato a: Teatro del Progresso (debutto, marzo 2006, Firenze) - FirenzEstate_06 - Zoom Festival 2006 (Teatro Studio di Scandicci, FI) - Teatro del Cestello (Firenze, stagione 2006/2007) - Hangar CultLab (Ancona) - Teatro Algel dal Foco (Pergola, PU) - QuaraTeatro (Bagno a Ripoli, FI) - Auditorium exFila (Firenze) - Teatro dei Risorti (Radicondoli, SI) - CantinoneArte Teatri (Montepulciano, SI) - Corte dei Miracoli (Siena) - Teatro degli Arrischianti (Sarteano, SI).


teatro dell'elce   associazione culturale   via della Pergola, 25  50121 Firenze  info@teatrodellelce.it